26 luglio 2015

L'anima di Ilsie n°10

La nuova rubrica e il punto della situazione

E' il momento di fermarsi un attimo e fare il punto. Il blog sta crescendo, ho dato il via alla quarta rubrica nonché la prima collaborazione con una casa editrice, sono arrivata a quindici iscritti - che ringrazio con tutto il cuore. Inoltre vi voglio aggiornare su come stanno andando le letture estive, il che non guasta.

21 luglio 2015

Recensioni Epike

Io sono la montagna di Michele Lupo, ovvero realtà che non si vorrebbero ammettere, ma che ci sono

Allora, proverò a scrivere qualcosa di sensato perché quello che vi propongo oggi è un libro estremamente difficile da riassumere, nonostante io ci voglia provare. E' un libro che mi è stato proposto di leggere e recensire da poco, quindi le mie impressioni saranno belle a caldo come questo clima estivo.

"Io sono la montagna" è un romanzo breve - sono un centinaio di pagine - scritto sotto forma di lettera. Una lettera che racconta le tante storie che un uomo può vivere, le esperienze che lo hanno plasmato e portato, nel bene e nel male, ad essere la persona che è nel presente. La voce narrante è quella di un uomo, ex carcerato, che come lavoro portava in Francia e in Germania gli immigrati clandestini arrivati in Italia. Rivolto a Vera, questa donna entrata nella sua vita da poco, inizia con obiettivo di spiegarle come è finito in carcere e cosa nella sua vita è andato storto; alla fine rivela un mondo completamente diverso da quello che la maggior parte di noi conoscono. I fili dei vari discorsi sono gestiti egregiamente dall'autore: li tira tutti un po' per volta - il rapporto con la famiglia, il carcere, l'esperienza con gli immigrati, la vita che lui stesso ha avuto come immigrato in Germania, la relazione con il paese d'origine. Non perde niente, gestisce tutti con agilità che ho trovato stupefacente. Pian piano tutte queste piccole storie si sviluppano e si concludono incastrandosi tra di loro  e mostrando a tutto tondo la figura di un protagonista controverso. Alla fine tutto si svela e il lettore resta incollato fino all'ultima pagina per poter capire. Perché lo stile fila alla perfezione, è un immenso monologo interiore che non vacilla mai. 

16 luglio 2015

Perché leggere i classici

Grandi speranze di Charles Dickens, ovvero quando ricredersi è una cosa bella

(Great Expectations)

Ammetto che quando ho incontrato questo libro per la prima volta al liceo pensavo fosse terribilmente noioso. La mia grande fortuna è stato un esame all'università che me l'ha fatto prendere in mano seriamente e leggere fino in fondo, quindi oggi posso dirlo: "Grandi speranze" affronta tematiche senza dubbio pesanti e ha atmosfere in molti punti piuttosto cupe. Ma è tutto tranne che un brutto libro. Viene pubblicato nel 1861, quando Charles Dickens era già molto famoso. Faceva letture pubbliche dei suoi romanzi più conosciuti e addirittura nelle Colonie aspettavano sulla banchina le navi che dalla Madrepatria trasportavano i giornali con le nuove puntate delle sue storie. 

10 luglio 2015

L'anima di Ilsie n°9

Le mie scelte e il futuro

Quanto mi è mancato scrivere. Per tutto il periodo degli esami non vedevo l'ora di tornare sul blog, anche perché ho davvero tanto da volervi raccontare. Intanto devo annunciare i libri che leggerò in estate e che molto probabilmente recensirò prossimamente. Da L'anima di Ilsie n°7, nella quale vi avevo chiesto di scegliere e consigliarmi alcuni libri da una lista, leggerò:

5 luglio 2015

Recensione di Luglio

Mr. Gwyn di Alessandro Baricco, ovvero vedere ciò che gli altri non vedono

(Mr. Gwyn)

Ognuno ha vissuto - o vivrà - momenti in cui sente l'impellente bisogno di rompere con la sua vita e ricostruirsi da capo. Come se niente sia giusto e sia necessario un drastico cambio di direzione per poter continuare a respirare. E' una sensazione orribile quella di vuoto che prelude questo salto, ma chi ha il coraggio di farlo potrà davvero decidere da zero e soprattutto dare forma a cose grandiose.

1 luglio 2015

L'anima di Ilsie n°8

Perché Primo Levi

All'inizio avevo pensato di farne una recensione, ma poi mi sono resa conto di non poterla strutturare in quel modo: non posso parlare di trama, di personaggi, di finale, ma piuttosto di Storia, persone e vita. Questo è un post per tutti coloro che hanno detto almeno una volta nella vita "a me Primo Levi non piace". Premetto che ognuno ha le sue preferenze, assolutamente legittime, ma spesso ho sentito motivazioni abbastanza superficiali riguardo al perché non apprezzano questo libro. La più gettonata e - in tutta sincerità - quella che più mi da fastidio, è sicuramente quella "perché a me non ha trasmesso nulla, è freddo". Sapere un po' di storia forse potrà fare la differenza.
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