14 luglio 2016

L'anima di Ilsie n° 38

Le mie difficoltà

So che avevo scritto nel post precedente - la recensione di L'apprendista assassino di Robin Hobb - che avrei cercato di mantenere il mio blog più attivo possibile. La realtà delle cose si sta rivelando più complicata di quella che avevo immaginato. E' un periodo in cui sono molto stanca. Il mio papà è ancora ricoverato in ospedale quasi da due mesi e, anche se ormai siamo vicini alle dimissioni, questa fase è la più complicata. Negli ultimi due giorni ho fatto quattro ore di macchina per andare da lui e di fatto quando sono a casa tendenzialmente mangio o dormo. Non ho energie per fare altro, neanche per leggere. Non appena la situazione si sarà allentata, nel giro di una settimana circa, forse dieci giorni, il blog ritornerà al ritmo originario e attivo come prima.

Vi ringrazio tutti per il supporto, non vedo l'ora di poter tornare a scrivere e a leggere. Non perché mi senta in dovere, ma perché amo curare questo mio spazio sul web. Per me voi lettori siete molto preziosi e importanti, per questo ho ritenuto fosse necessario scrivere qualche riga per informarvi di ciò. Per qualche giorno vi chiedo di pazientare, poi non appena potrò e sarò più calma e serena riprenderò a recensire e pubblicherò il classico di luglio con tanta gioia. Intanto vi chiedo di andare a leggere e a commentare se vi va la mia ultima recensione, di cui trovate il link alla prima riga di questo post, perché vi parlo di un libro per me importantissimo e che tutti gli appassionati di fantasy dovrebbero leggere secondo me. Grazie davvero a tutti voi, non ho intenzione di sparire a lungo. Un abbraccio enorme a tutti voi,

Ilsie.

6 luglio 2016

Recensione di Luglio

L'apprendista assassino di Robin Hoob, ovvero il migliore libro fantasy che io abbia mai letto

(Assassin's Apprentice)

Innanzitutto, mi scuso per il grosso ritardo nell'uscita di questa recensione, ma come avevo spiegato già nel post precedente, L'anima di Ilsie n° 37, non sto vivendo un periodo semplice dal punto di vista familiare. Ne consegue, ed è abbastanza facile capirlo, che la voglia di leggere e scrivere è scesa in fondo alla lista delle mie priorità e mi dedico a queste attività soltanto quando ne ho voglia, senza sforzarmi. Quindi vi annuncio che per il mese di luglio potrebbero esserci dei ritardi qui sul blog nella pubblicazione dei post. E' ovvio che da parte mia ci metterò tutto l'impegno possibile, ma d'altro canto non me la sento di obbligarmi a scrivere quando le mie priorità sono altre. Grazie a tutti per la comprensione. 

In ogni caso, recensire questo titolo per me è molto difficile: sia per i ricordi passati collegati a questa saga sia per la nuova rilettura che ne ho fatto a giugno. Ho iniziato a leggere L'apprendista assassino per la prima volta a quattordici-quindici anni, non ricordo bene, e l'ho amato alla follia. Mi ero buttata sul secondo capitolo, L'assassino di corte, con molto entusiasmo e piena di aspettative. Che non erano state affatto deluse, tranne per un particolare: il finale. Il secondo romanzo è quasi più bello del primo, ma l'epilogo della sua storia mi aveva spezzato il cuore - altro non dirò perché già questa può essere letta come un'anticipazione. Non che fosse un brutto finale. Era perfetto come tutto il resto della storia, ma era stato devastante. Avevo iniziato il terzo romanzo molto in crisi ed infatti avevo letto 230 pagine su 850 prima di fermarmi e di accantonarlo. Era quasi doloroso continuare a leggere.
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