Recensione di Ottobre

Prima di iniziare la recensione vera e propria, volevo ringraziare tutte quelle persone che mi hanno dimostrato solidarietà per il periodo appena trascorso. I vostri commenti sotto il mio ultimo post mi hanno dato tanta forza, ve l'assicuro. Ed oggi sono molto contenta di ritornare a curare questo piccolo spazio della mia vita che condivido con tutti voi. Il blog L'anima delle storie riprende da qui, con 106 iscritti, sia vecchi che nuovi ed io non potrei esserne più felice. Riprende purificato e con nuova energia. Spero che vogliate continuare con me questo percorso, da ora in poi. Vi abbraccio tutti, uno ad uno. Grazie.

Shantaram di Gregory David Roberts, ovvero la vita e la verità su di essa

(Shantaram)

Ci sono pochi libri pieni e densi come Shantaram. Libri non solo fisicamente importanti - ben 1177 pagine -, ma che raccontano una storia altrettanto intensa e complicata. La storia autobiografica di un evaso australiano, condannato per rapina a mano armata, ex-cocainomane, appena arrivato a Bombay dopo la sua fuga. La storia di un uomo che cerca una cosa più di tutte le altre, anche se lui all'inizio non lo sa. Che incontra una straordinaria varietà umana sulla sua strada: una generosa e simpatica guida indiana dal sorriso straordinario, una bellissima ma gelida donna europea, un filosofo capomafia invischiato nelle guerre fuori dall'India, un sicario che si troverà ad amare come un fratello e tanti altri. Un'umanità assurda, folle per i nostri canoni occidentali. Ma che Roberts osserva e racconta con occhi privi di giudizio.

Non dev'essere semplice descrivere l'India degli anni Ottanta, quelli degli scontri tra religioni, degli slum accanto ai grattacieli di lusso, delle bande mafiose che intessono strette relazioni con i poliziotti, del colera, della droga, dei lebbrosi e dei mercati di bambini venduti come schiavi. Ancora meno semplice dev'essere viverla un'India così. Ed amarla, profondamente, intensamente, lasciandosi andare alla marea che trascina, godendosi le stranezze e la libertà di una vita tanto diversa da quella che conosciamo. La storia di Roberts è un viaggio in quella Bombay, ma anche nell'animo e nel cuore dell'autore, in lotta contro i sensi di colpa, i rimpianti, tutto quello che ha dovuto abbandonare in patria, tutto quello che disprezza di sé per come ha sprecato la sua vita fino a quel momento. Mr. Lin - come si fa chiamare nella storia - è un uomo conteso da forti emozioni, devastato dai suoi errori, ma sempre pronto a combattere e generoso con il prossimo. Mostra al lettore quanto può essere grande l'animo umano e quanto può ricadere in basso; cosa possa fare un uomo disperato; cosa possa accadere tra le mura di un carcere indiano o nella baracca di un slum illegale. E assurdamente è nel momento più povero che troviamo la più grande ricchezza umana, mentre al contrario nel benessere c'è solo il crimine. 

Non manca niente in questa storia, non ci si risparmia nulla. E tanta verità viene a galla man mano che si procede: verità sulla vita, sull'amore, sulla sofferenza, sulla libertà. Verità per Lin. Tutto quello che lui vive acquista man mano il senso di un percorso, la storia della crescita di un uomo. Che finalmente si rende conto di cosa vuole davvero, per riprendere ciò che avevo scritto all'inizio: la pace, la felicità. Tutti sono alla ricerca della felicità, tramite tanti modi, in molti modi. Seguendo la legge o infrangendola, cercando l'amore, cercando la libertà assoluta. Nessuno ci arriva mai, almeno non in questa storia. Ci sono sempre grandi sofferenza a rendere il tutto più vero, più intenso. Ma ognuno a modo suo lotta, come ritenuto più giusto farlo. Shantaram è il nome con cui Lin viene ribattezzato nelle profondità dell'India più rurale e primitiva. L'uomo della pace è il significato di questo nome, il destino e la ricerca eterna di Lin. Ma in fondo, questa è la ricerca anche di ognuno di noi.