L'anima di Ilsie n°12

Tutto iniziò con Harry Potter

Avevo sette anni e passavo dalla fase in cui i libri te li leggono i tuoi genitori a quella in cui inizi a leggerli da solo. E accadde che mia madre mi lesse tutto il primo libro della saga, tranne l'ultimo capitolo. Si fermò proprio nel punto in cui il professor Raptor si srotola il turbante e rivela di avere Voldemort sulla nuca; da lì - non ricordo il motivo - non siamo più andate avanti. Dopo alcuni mesi e dopo aver ormai preso dimestichezza con la lettura, ripresi in mano da sola Harry Potter e la pietra filosofale e lo ricominciai da capo. Lì ha avuto inizio il mio viaggio.
Non potevo non scrivere un post su Harry Potter, soprattutto dopo quello che ha significato per me. Tra me e questa saga è come scattato un imprinting e mi sono fatta accompagnare per tutta l'infanzia e l'adolescenza. Ha dato il via al mio amore per la lettura, la passione che mi ha accompagnata fino a qui e ha determinato la strada che ho deciso di intraprendere. Erano tempi in cui leggere Harry Potter era da sfigati. C'è da dire che i miei compagni erano piuttosto ignoranti e mi sentivo sola e diversa. Il mondo di Harry Potter ha simboleggiato per me un posto sicuro dove rifugiarmi, dove essere felice, dove nessuno mi giudicava con cattiveria. Da lì mi sono poi approcciata a molte altre saghe per ragazzi: i libri di Sandokan, Una serie di sfortunati eventi, La bambina della Sesta Luna, le avventure di Jim Bottone. Da lì ho sentito di non essere più sola.

Harry Potter mi ha dato speranza. Racconta la storia di un ragazzo non amato e senza amici, che però ottiene un riscatto e trova il suo posto nel mondo; ha una missione che può essere un fardello, ma è la sua vita. Ed Harry l'affronta, libro dopo libro, cresce e matura, soffre ed ama, e tutti i suoi lettori con lui. Alla fine del quinto libro ero in lutto. Il sesto è stato una presa di coscienza sul fatto che gli adulti possono accompagnarci solo fino ad un certo punto nel nostro percorso personale. Poi saremo soli. Harry Potter mi ha insegnato l'amicizia e che il destino, per quanto possa sembrare irreversibile, si può sempre scegliere. Avevo diciassette anni quando è uscito l'ultimo libro. Diciannove all'uscita dell'ultimo film. E' stato letteralmente un salutare la mia infanzia e buttarmi nel mondo da sola con me stessa. Avevo appena fatto la maturità e mi trovavo sull'orlo del burrone, con un senso di vertigine, senza un'idea sulla strada migliore da intraprendere. Ma alla fine ho fatto il balzo.

Joanne Kathleen Rowling ci ha donato una storia che è cresciuta con noi e non ha mai perso di vista ciò che era giusto trasmettere al suo pubblico. Affronta temi difficili come la perdita, la morte, l'amicizia, l'amore, la crescita e ci ha regalato un mondo bellissimo, anche se difficile e dove il male è potente. Ma ci ha mostrato come il sentimento positivo che lega le persone possa essere allo stesso tempo molto più forte e al di là di ogni limite di quanto si possa immaginare. Ora so che ci sono cose che vivranno per sempre. Grazie.