L'anima di Ilsie n°5

La triade dei preferiti

Questo sarà un post molto emotivo perché parleremo di qualcosa di straordinariamente intimo. Forse esagero nel dirlo, ma alcune storie si sono fuse con la mia: sono state tante significative e di profondo impatto da intrecciarsi con momenti reali, sensazioni, riflessioni, dialoghi della mia vita. A tal punto che nei miei ricordi sono una cosa sola. Le mie sofferenze di adolescente con l'odore delle pagine, le prime gioie dell'amore con il contatto della carta sotto la punta delle dita. Sono cresciuta tramite quelle storie e a volte ho capito qualcosa di ciò che stavo vivendo proprio grazie a quelle pagine.

Devo dire di aver avuto dei maestri d'eccezione: i miei genitori. Una madre che mi ha iniziata ai classici e mi ha insegnato a sentire sulla propria pelle la vita dei personaggi; un padre che mi ha iniziato al fantasy che mi ha insegnato a sognare oltre le possibilità del mondo reale. Libri ovunque in casa nostra; ancora oggi mi rendo conto che quando entro in casa di qualcuno per la prima volta cerco dei libri con lo sguardo, è diventato ormai un rito.

Cercherò di andare in senso cronologico, e di spiegarvi perché questi libri mi hanno tanto segnata. Questo post non si vuole sostituire ad una recensione, anche se ne avrà qualche caratteristica. Piuttosto voglio che sia la condivisione di un'esperienza. Perché so che se siete su questo blog, che parla di libri, anche nel vostro cuore avete provato qualcosa di simile. I libri di cui voglio parlarvi sono tre. Iniziamo.
  1. "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcìa Màrquez: se non ricordo male ero all'inizio delle superiori quando l'ho letto. Non si tratta di un libro, ma di un viaggio. Una vita, molte vite, una dinastia intera. La scrittura di Màrquez è lontana kilometri anni luce da qualunque cosa voi abbiate mai detto. Mi ha fatto capire quanto la scrittura possa essere potente e devastante (come un uragano), quanto possa entrare nella mia vita e mostrarmi cruda davanti agli occhi un mondo che non esiste, ma che sicuramente ha qualcosa a che fare con me. La storia della famiglia Buendìa - ambientata in una dimensione magica dell'America latina - ha sicuramente qualcosa a che fare con me. Ma in tutta sincerità ancora non saprei dirvi cosa. E' stata un'esperienza tanto viscerale da non poter essere spiegata. E' stato come se io fossi ogni singolo membro di quella affollata e assurda famiglia, per quanto ognuno fosse diverso l'uno dall'altro. Il lettore è il personaggio e il mondo che lo circonda. Forse questo sarà l'unico libro di cui non riuscirò mai a parlare. Forse dovrei rileggerlo con calma quando ne avrò il tempo. Fatto sta che tutti dovrebbero leggere questo libro nel corso della loro esistenza, per capire cos'è una storia e cos'è la vita.

  2. "Un giorno questo dolore ti sarà utile" di Peter Cameron: per quanto il titolo possa sembrare deprimente, è un libro che fa ridere e sorridere tanto. Ne hanno anche fatto un film nel 2011, ma non sono mai andata oltre il minuto 12 perché avevo intuito che sarebbe stato un disastro in confronto al libro. E non volevo né arrabbiarmi né rovinarmi neanche il più piccolo ricordo della storia. E' un libro che mi è stato consigliato dalla mia insegnante di italiano l'estate tra la quinta ginnasio e la prima liceo. Allora non capii il perché proprio a me avesse consigliato un libro
    specifico e ci sono voluti anni per comprenderlo. Leggendolo, so solo che mi è piaciuto tanto, mi ha fatto ridere, mi ha fatto riflettere, mi ha fatto immedesimare nel protagonista e alla fine mi ha fatto piangere. Anche lì non ho capito subito il perché mi avesse commosso così profondamente. Si racconta la storia di James, un ragazzo intelligentissimo, ironico e molto disincantato di diciotto anni che contro l'aspettativa di tutti decide di non andare al college dopo il diploma. James esce dagli schemi della società, spiazza tutti. Tutto ciò che lui desidera è ritirarsi in qualche posto sperduto e leggere tutto il tempo, lontano da chiunque. Con il tempo io ho capito di essere come James. Ho fatto la stessa esperienza interiore che il protagonista sviluppa nella storia e me ne sono accorta dopo anni. Se ancora ci penso trovo pazzesco che ci siano persone che ci comprendono prima di noi stessi e che ci siano libri tanto adatti alla nostra vita.


  3. "Anna Karenina" di Lev Tolstoj: qui il discorso si fa serio. Parliamo di uno di quei libri dai quali bisogna riprendersi. Quando l'ho letto, ero tra la quarta e la quinta superiore, non ricordo con precisione. E l'ho trovato magnifico, potente, passionale,
    travolgente. Un mattone che avrei voluto senza fine. In particolare, in questo libro ho trovato la più bella entrata in scena che un protagonista potesse fare: il punto in cui Vronskij incontra Anna - e anche i lettori la vedono per la prima volta - è scritto in modo lieve, soffice come un'apparizione, veloce e assolutamente magistrale. E' riuscito a rallentare e a descrivere perfettamente l'attimo di uno sguardo e un sorriso. E' stato qualcosa che non avevo mai visto prima. Inoltre le parole per descrivere la storia si sprecano: bisogna leggerla. Punto. Anna è l'amore, la passione, il dolore, le scelte difficili e una madre. Levin è il tormento interiore e la ricerca del senso della vita. Kitty è la dolcezza. Vronskij è la consapevolezza della strada intrapresa. Si apre un mondo intorno a loro di eventi, personaggi, destini che in pochi altri libri ho potuto ritrovare così vivo e potente. E andare contro il mondo porta sempre con sé delle conseguenze.
Questo è quanto. Ci tenevo a portarvi un nuovo post così presto perché abbiamo già raggiunto più di cento visualizzazioni da quando ho pubblicato l'ultima "Anima di Ilsie". Probabilmente nelle prossime settimane ne scriverò altri se vedrò ancora un buon riscontro.

Vi vorrei invitare a lasciare un commento qui sotto, a farmi sapere quali sono i vostri libri preferiti, se anche per voi il rapporto con i libri è così intenso, così profondo come lo vivo io. Mi farebbe piacere anche se cliccaste semplicemente sui pulsanti "noioso" o "interessante" per avere sapere se questi post vi piacciono o no. Io vi ringrazio, vi abbraccio tutti e a presto

Ilsie