Recensione di Febbraio

Educazione siberiana di Nicolai Lilin, ovvero cos'è un criminale onesto?

Vi rivolgo la domanda del titolo: cos'è un criminale onesto? Nella quarta di copertina di Trilogia siberiana viene definito come una "contraddizione vivente", perché nella concezione che abbiamo noi del crimine c'è ben poco che possa avere a che fare con l'onestà. Un crimine non è onesto perché rompe il contratto civile e sociale che si crea in uno Stato avanzato tra le persone - un semplice "io non faccio del male a te e tu non fai del male a me, altrimenti la Legge penserà a punire il colpevole". S'infligge un danno a qualcuno. Sfido chiunque di voi a definire questo comportamento onesto in un qualche modo. E proprio qui sta il bello di Educazione siberiana: ci mostra un mondo che non avremmo mai immaginato che esistesse.

Con questa recensione con partita subito in quarta senza troppi preamboli, cosa che fa anche Lilin nell'incipit del suo libro: introduce la sua situazione in medias res, in una circostanza di guerra, dopo di che torna indietro a spiegare la sua infanzia e le sue origini. Farò anche io altrettanto, partendo dall'autore stesso di questa storia: Nicolai Lilin nasce nel 1980 in Transnistria, una regione dell'Unione Sovietica che si trova accanto alla Moldavia. E' una regione dove sono emigrati tantissimi criminali siberiani e successivamente anche appartenenti ad altri gruppi etnici. Il filo comune che lega queste persone e questa comunità è, appunto, il crimine. Dietro a tutto ciò c'è un codice, morale e di comportamento, estremamente rigido che regola i rapporti personali sia tra diversi gruppi criminali, che all'interno del gruppo, sia con la polizia e gli inviati del governo. Nicolai nasce nella casta dei criminali siberiani e quindi eredita dai suoi nonni e dagli anziani della comunità il codice di comportamento siberiano. Da questo prende nome il libro.

Non voglio dirvi altro sull'ambientazione della storia. Sappiate comunque che si tratta di uno sfondo davvero interessante per una storia e per quanto riguarda il mio passato da lettrice è stato di qualcosa di completamento nuovo e affascinante da scoprire. Lilin procede con frammenti della sua infanzia, poi adolescenza, fino alla maggior età. Sono episodi scollegati che hanno il ruolo di dare un quadro generale della situazione in Transnistria, situazioni particolarmente pericolose o avventurose in cui il protagonista si è ritrovato. Spesso gli eventi sono farciti con lunghe digressioni dell'autore che specifica o approfondisce un determinato aspetto della vita criminale - sparatorie, fatti collegati, ricordi, esperienze - che spezzano la narrazione, ma che io non ho trovato particolarmente spiacevoli. Tutto sommato, è abbastanza godibile. Ci sono cose tuttavia che turbano un po': partite con l'idea di leggere di mentalità molto lontane dalla nostra e che quindi ci saranno fatti e discorsi che possono lasciare un po' allibiti. Tuttavia alla fine della lettura questa è stata la caratteristica della storia che più mi è piaciuta e che ho apprezzato. In fondo la letteratura serve anche a questo, no?

Educazione siberiana fa parte di una trilogia e va senza dubbio letto all'interno di essa. Non a caso il brano iniziale del primo libro è un estratto da uno dei fatti centrali narrati nel secondo volume, Caduta libera. Al momento sto leggendo il terzo, Il respiro del buio ed entro oggi dovrei finalmente concluderlo. Li ho letti tutte e tre di fila e vi do un consiglio: magari spezzateli con qualche altra lettura nel mezzo, sono arrivata alla fine un po' stanca e appesantita. Le vicende e le cose che sono narrate nel corso della storia sono piuttosto pesanti - criminalità, guerra in Cecenia, spionaggio ad alto livello per conto di uno del Kgb - ed una pausa non vi farà del male. A parte questo, fanno assolutamente letti tutti e tre per essere compresi in pieno. Non abbiate paura e dateci sotto.

Un'ultima cosa prima di concludere: lo scrittore adesso vive in Italia e scrive in italiano. C'è una gran polemica dietro le sue storie, sul fatto che siano vere o no, sul fatto che lui si rifiuti di tradurre in russo le sue opere, sul fatto che molte cose citate da lui non siano dimostrabili. Io vi dico una cosa: non interessatevi delle polemiche, Educazione siberiana è un libro godibile al di là del fatto che ciò che vi è narrato sia autentico al 100% oppure no. Mi viene in mente la differenza tra il concetto di realtà e il concetto di vero per quanto riguarda la letteratura, è molto calzante per quanto riguarda i libri di Lilin. Leggete la storia per quello che è e traetene quello che può comunicarvi, per il resto le teorie del complotto non hanno mai giovato a nessuno e per quanto riguarda storia come questa mi danno anche un po' sui nervi. Possiamo anche pensare che questi fatti non siano mai accaduti a Lilin, ma sicuramente ad altri sì, che siano stati i soldati nella guerra della Cecenia o gli agenti nella Russia dei primi anni Duemila. Scegliete voi cosa credere se davvero non sopportate di vivere nel dubbio. Per quanto mi riguarda, Educazione siberiana è stato un bel viaggio in un mondo che conosco poco e mi ha fatto venire voglia di viaggia nell'immensa Siberia e ragionare sul senso dei codici morali ed etici diversi per ogni popolo del mondo. E questo per me è già sufficiente.