Perché leggere i classici

Racconti del terrore di Edgar Allan Poe, ovvero recuperare libri che si volevano leggere da anni

(Tales)

Ci sono troppe cose che vorrei dire su questo libro e mi auguro soltanto di non fare una gran confusione. Abbiate pazienza, prometto di fare del mio meglio per costruire un discorso che sia comprensibile. Premessa: come ho già detto molte altre volte, per esempio nelle recensioni di Olive Kitteridge e Il candidato ideale, a me i racconti non piacciono. Mi lasciano insoddisfatta, mi irritano, mi sono estranei. Non ce la posso fare. Però avevo in casa una raccolta di Edgar Allan Poe dalla prima superiore - parliamo di quasi nove anni fa - che avevo comprato per la scuola e che avevo il desiderio di leggere per intero da allora. Quindi, quando è uscita la Sfida letteraria LPS 2016 e ho visto che la consegna per il mese di febbraio era leggere una raccolta di racconti, ho colto la palla al balzo e ne sono stata felice. L'obiettivo di quest'anno infatti è quello di leggere quanti più libri possibili tra quelli che giacciono già da troppo tempo sulle mie mensole. Ben venga l'occasione per leggere un autore di tale calibro e toglierlo dai miei pensieri.

Ora la parte più complessa. Intanto la mia edizione è quella Oscar Classici Mondadori del 1985 e mi sembra doveroso, data la quantità incredibile di racconti scritti da Poe, elencarvi i racconti contenuti in essa, così sapete a cosa si riferisce questa recensione. Al giorno d'oggi, le case editrici usano l'edizione dei racconti di Poe pubblicata nel 1845, con l'aggiunta dei racconti scritti tra 1846 e il 1849 - data della morte dell'autore. Le sue opere vengono anche chiamate Racconti fantastici, Racconti del mistero e dell'incubo, Racconti del terrore e del grottesco. Quelli che io ho letto sono questi:
  • Metzengerstein;
  • Manoscritto trovato in una bottiglia;
  • L'appuntamento;
  • Berenice;
  • Morella;
  • Ombra;
  • Silenzio;
  • Ligeia;
  • La rovina della casa degli Usher;
  • William Wilson;
  • L'uomo della folla;
  • Una discesa nel Maelstrom;
  • Eleonora;
  • Il ritratto ovale;
  • La maschera della Morte Rossa;
  • Il pozzo e il pendolo;
  • Il cuore rivelatore;
  • Il gatto nero;
  • La cassa oblunga;
  • Il seppellimento prematuro;
  • Il demonio della perversità;
  • La verità sul caso di mister Valdemar;
  • La botte di Amontillado;
  • Hop-Frog.
Come ho già detto sopra, ne avevo già letti sei per la scuola, ma per correttezza li ho riletti tutti ugualmente anche perché a malapena me li ricordavo. Prima di iniziare l'analisi dei racconti è necessario spendere due parole su Edgar Allan Poe, perché credo possa essere interessante e far capire maggiormente il senso delle sue opere data la storia della sua vita. Poe è uno scrittore, poeta, giornalista, editore americano della prima metà dell'800. Vive una vita sregolata tra il vizio del gioco e l'alcool, tuttavia provvisto di una creatività straordinaria. Ha inventato il racconto poliziesco, il giallo psicologico e la letteratura dell'orrore, viene considerato uno dei maggiori esponenti della letteratura gotica - anche se cronologicamente ne è posteriore. Perennemente in lotta contro i suoi problemi finanziari, le sue nevrosi e la depressione, Poe sposa la cugina Virginia appena tredicenne, la cui morte prematura ispirerà diverse nelle sue novelle. Quello che traspare nel leggere le sue biografie è l'immagine di un'anima sempre in pena, instabile, che lotta senza sosta contro le avversità e contro se stessa. E leggendo i suoi racconti ci si rende conto che tutta la sua inquietudine e la sua visione della vita si trasforma in arte.

Non posso ovviamente spiegare la trama e i personaggi di tutti i racconti, uno per uno. Ho deciso quindi di strutturare questa recensione per tematiche, per mostrarvi a grandi linee quello che potete incontrare iniziando a leggere gli scritti di Poe. Innanzitutto l'ambientazione: non troverete un racconto ambientato nello stesso luogo di un altro oppure nello stesso tempo storico. Londra, Giava, Toledo, Venezia, Norvegia, Germania, tutto il mondo è il teatro degli orrori, degli eventi surreali e macabri descritti da Poe. E anche l'epoca storica, come dicevo, varia da racconto a racconto e propone superstizioni, fantasmi, paure sempre nuove. Questo è sicuramente un punto a favore e una grandissima ricchezza di questi racconti. Tutto il mondo viene descritto con grande maestria e particolari accurati e credibili. Se proprio dobbiamo decidere in cosa Edgar Allan Poe eccelle, direi senza esitare l'atmosfera che crea nelle sue storie. 

I personaggi, al contrario, un po' si assomigliano tutti. Le donne sono bellissime, eteree, con intelletti eccezionali in grado di illuminare la strada di un uomo. Ma sono tutte irrimediabilmente condannate a morire giovani, eterne, lasciando un alone di incompiuto, come se la loro vita fosse una potenzialità lasciata a metà. E dietro di loro resta solo il vuoto. Gli uomini, il più delle volte narratori in prima persona delle storie, allo stesso modo sono tutti o troppo sensibili o dediti ai vizi. O pieni di arroganza e orgoglio oppure sopraffatti dalle sensazioni che il mondo degli orrori comunica loro. E' molto particolare quest'aspetto dei personaggi di Poe, si potrebbe pensare che sia un difetto. Ma ad un'analisi più attenta credo che riveli molto della personalità dello scrittore e che lui in un qualche modo abbia provato a comunicare al mondo i suoi tormenti o come si percepiva. Ho apprezzato questa cosa, anche se alla luce di ciò non aspettatevi una gran varietà di personaggi e di ragionamenti nei racconti di Poe. La voce è sempre la stessa ed è quella di Poe stesso. C'è lui nei suoi racconti, la sua vita e le sue sofferenze. Mascherate, manomesse, ma sotto ad ogni artificio c'è lui soltanto. 

Infine l'ultimo punto di cui vi volevo parlare, ovvero il ritmo della narrazione. Io vi avviso: questi racconti sono lenti. Hanno un inizio pressoché immobile, dove il protagonista si presenta e parla della sua vita e di ciò che l'ha portato alla situazione attuale. Poi lo svolgimento dell'azione si snoda in pochissimo tempo e poche righe. Sono molte di più le parti di riflessione e di racconto piuttosto che quelle di azione e di movimento. Ovviamente ci sono anche le eccezioni, alcuni racconti sono estremamente brevi altri invece sono più corposi. Però si può dire che Poe non sia uno scrittore di grandi azioni, ma piuttosto dei terribili turbamenti dell'anima e della psiche, dei terrori e dei pensieri più torbidi e perversi della mente umana. Personalmente i racconti che mi sono piaciuti di più sono William Wilson e La maschera della Morte Rossa. Solo un consiglio: leggendoli tutti di fila li ho trovati abbastanza pesanti dopo un po'. Forse se avessi interrotto ogni tanto la lettura dei racconti e avessi staccato dedicando anche a qualcos'altro sarebbe stato meglio e avrei riposato un po' il cervello dalle tenebre del signor Poe. Sono arrivata in fondo anche così, ma diciamo che da metà in poi ho iniziato effettivamente a fare fatica. E voi? Avete mai letto niente di Edgar Allan Poe?