Perché leggere i classici

Jane Eyre di Charlotte Brontë, ovvero personaggi che non troverete da nessun'altra parte

(Jane Eyre)

Bene, ho stabilito che questo sarà il mese dei personaggi, come vi avevo detto nella Recensione di Novembre, ovvero mi concentrerò maggiormente nell'analizzare i personaggi che animano una storia piuttosto che gli altri aspetti, quindi sono qui oggi per parlarvi di uno dei libri più belli che io abbia mai letto, una storia che mi ha conquistato in un modo che non mi aspettavo neanche lontanamente. L'Ottocento inglese ha senza dubbio caratterizzato la mia adolescenza, in particolare gli anni delle superiori: Emily Brontë, Jane Austen ed infine Charlotte Brontë. Letto per una specie di "club del libro" tra amiche appassionate di lettura, ero in terza superiore quando ho preso in mano il classico di cui parleremo oggi e avevo già letto una delle tre sorelle Brontë, ovvero Emily con il suo Cime Tempestose. Per chi non lo sapesse, le Brontë sono tre sorelle dedite alla scrittura, chi con meno o più successo, che pubblicano le loro opere sotto pseudonimo - di loro mi manca ancora Anne, di cui non ho letto nulla. Comunque, come stavo dicendo, avevo letto il famoso Cime Tempestose e mi ero ferocemente scontrata con i suoi personaggi: avevo odiato Catherine, Heathcliff, mentre avevo apprezzato di più la generazione dei figli, quindi quella che occupa la scena dalla seconda metà del romanzo in poi. Quindi in generale il mio giudizio era molto positivo per scrittura, trama, e alcuni personaggi, negativo per altri. In conclusione, comunque mi era piaciuto. Detto questo, non sapevo cosa aspettarmi da Charlotte e la sua opera più nota. Ammetto di essere stata un po' recalcitrante all'inizio. Ma presto ho cambiato idea e i pregiudizi che avevo sull'opera si sono sciolti come neve al sole.

Uscito nel 1847, questo romanzo di formazione racconta la storia del personaggio che dà il nome a tutta l'opera, dall'infanzia fino all'età adulta. Rimasta orfana molto presto, Jane viene affidata allo zio materno, ma dopo la morte di quest'ultimo la bambina si troverà in balia delle angherie della zia e dei cugini, violenti ed ingiusti nei suoi confronti, finché non verrà spedita in un collegio. Lontana da ogni tipo di amore, la ragazza cresce reprimendo il suo vero carattere, la sua originalità e la sua fantasia, finché non decide di andare a lavorare come istitutrice presso un ricco nobile. Altro della trama non vi svelerò. Parlerò invece più approfonditamente dei personaggi principali della vicenda, Jane stessa e il signor Rochester, la controparte maschile. Partiamo da lei.

Jane è una ragazza fuori dal comune: ha il potenziale di un carattere molto forte e anche molto schietto, ma anni e anni di violenze ed umiliazioni l'hanno costretta a piegarsi e a reprimere quella che è la sua parte più bella. Queste sue peculiarità emergono finalmente quando si trova in una situazione confortevole e sicura, quando infine trova una casa che sia anche sua. Jane è sincera, straordinariamente acuta e sensibile. Un personaggio che ho amato, perché complesso e tridimensionale, combattuto tra la propria vera essenza e l'imposizione delle regole sociali dell'epoca. Non so voi, ma io non avevo mai trovato niente di simile negli altri libri di scrittrici del tempo, per quanto le abbia amate. I personaggi femminili o sono timide o estroverse. O testarde o docili. Jane invece è viva, sfaccettata, complicata e possiede una forza straordinaria. Si vede come anonima, brutta e povera, ma in realtà è tutt'altro. Senza anticiparvi nulla, ad un certo punto della storia la giovane dovrà compiere una scelta molto difficile: ma non ha dubbi, non esita, non scende a compromessi con quello che ritiene essere il rispetto che deve a se stessa. Nonostante sia una scelta straziante, dolorosa, lei la compie con coraggio e con la consapevolezza di non volersi più calpestare, anche se per questo dovrà rinunciare all'amore della sua vita. Trovo in Jane un esempio di donna da ammirare, un personaggio pieno e credibile. Che altro dire? Parliamo del suo lui.


Mister Rochester è la parte maschile di questa storia. Dimenticate Darcy o Wentworth o Knightley: Rochester non è fisicamente bello, è parecchio ricco e ha un carattere allucinante. E' scontroso, irascibile e fa di quegli scherzi che neanche immaginate. Roba da prenderlo a sberle. Ma nonostante tutto è estremamente umano, emotivo e affine a Jane. Si compenetrano e si migliorano a vicenda e non solo nel finale. E questo è il bello, l'evoluzione umana dei due personaggi, il loro percorso insieme e da soli. Sia nei pregi sia soprattutto nei difetti questi due devono scontrarsi con ciò che vorrebbero e ciò che invece devono fare, con conseguenze che si ripercuoteranno sulla loro vita. E' una storia molto diversa da quella che mi aspettavo, il romanticismo non è affatto quello di Jane Austen, né i drammi sono così tragici come quelli di Emily Brontë; c'è una dignità in Jane Eyre che è stata per me una grande sorpresa rispetto a quello che avevo letto fino a quel momento. Tutto è umano, ho trovato che poche cose fossero tirate all'estremo e trasformate in romanzesche. E ciò mi ha conquistata fino in fondo.

Jane Eyre è uno dei miei libri preferiti senza ombra di dubbio. E voi? Cosa ne pensate, chi di voi l'ha già letto? Aspetto i vostri commenti e i vostri giudizi. Io per oggi vi saluto e vi rimando al prossimo articolo. Un abbraccio.