Recensione di Marzo

La storia infinita di Michael Ende, ovvero il viaggio per trovare noi stessi

(Die unendliche Geschichte)

Quando ero piccola mi lasciavo guidare da mio padre nella scoperta di film e libri che mi potessero appassionare. Ad oggi, con il senno di poi, posso dire che è stato proprio lui a farmi conoscere le saghe - cinematografiche e letterarie - che mi hanno accompagnata e mi hanno segnata durante l'infanzia e l'adolescenza. Devo dirlo, ha sempre avuto moltissimo gusto riguardo a fantasy e fantascienza, riguardo a tutti quei generi in cui l'inventiva e la fantasia la fanno da padroni. Una delle storie che mio padre mi fece conoscere all'epoca fu proprio La storia infinita, o meglio due delle tre trasposizioni cinematografiche che sono state tratte dall'opera di Michael Ende. In particolare ho amato il primo film, l'ho visto e rivisto non so quante volte e non mi stancava mai. Negli anni successivi, mio padre regalò il libro a mia sorella, ma non mi venne mai la voglia di leggerlo. Ero semplicemente presa da altro. Finalmente, però, arrivò la giusta ispirazione, un gran desiderio di riscoprire quella storia, così l'ho acquistato e l'ho cominciato immediatamente.

La storia infinita è un romanzo tedesco uscito per la prima volta nel 1979. Arrivato in Italia due anni dopo, è diventato un classico per la letteratura per ragazzi e ha venduto oltre 10 milioni di copie. Narra la storia di Bastiano, ragazzino di dieci anni, grassottello, bruttino, impacciato, che ha perso la madre e vive con un padre spento e apatico. Bocciato a scuola, non è brillante in nulla tranne che nell'inventare storie - talento che tutti denigrano. Vittima di bulli, di continue prese in giro da parte dei coetanei e anche degli insegnanti, Bastiano un bel giorno si ritrova in un negozio di antiquariato dopo essere scappato da alcuni compagni di scuola che lo stavano inseguendo. Qui trova un libro il cui titolo, La storia infinita, richiama l'attenzione del ragazzo e lo convince a rubare il libro. Dopo essersi rifugiato nel solaio della scuola, Bastiano inizia la lettura trovandosi spettatore del regno di Fantàsia, prossima ad essere inghiottita per sempre nel Nulla a meno che un eroe non sorga a salvare il mondo dalla distruzione.

Il più grande desiderio di Bastiano e di molti lettori come lui è sempre stato quello di trovare un storia avvincente, magica, che possa durare per sempre e che ci renda attori delle vicende invece che spettatori passivi. E' stato il mio sogno per tanto tempo e, a volte, la Peter Pan che c'è in me lo desidera ancora oggi: poter vivere in un mondo di magie e prove di coraggio, potersi mettere alla prova, poter sconfiggere un drago con le proprie forze. La prima cosa che sento di voler rimarcare di questo libro è quindi una sorta di confessione: mi sono terribilmente riconosciuta in Bastiano e sfido chiunque a non farlo. La sofferenza, la totale mancanza di autostima e fiducia che caratterizzano Bastiano all'inizio della storia sono reali, tangibili e sono state anche mie parecchi anni fa. E sono dolori che ti fanno desiderare di poter cambiare la propria realtà, di poter essere qualcun altro, più bello, forte, coraggioso, importante, potente. Ti fanno desiderare addirittura di rinnegare te stesso. Ma a Fantàsia la via della ricerca, della quest, è sempre volta alla verità, per capire davvero dentro di noi cosa è importante e cosa determina cosa siamo. Il romanzo è diviso quindi in due parti, possiamo dire: la prima dove Atreiu, l'alter ego di Bastiano, cerca con grande coraggio e audacia di trovare una soluzione al Nulla che dilaga in tutta Fantàsia, inghiottendo ogni cosa; e una seconda nella quale Bastiano stesso dovrà capire davvero ciò che vuole e chi desidera essere, per non perdersi per sempre. Una storia di crescita, di formazione, di grande valore e dove tanti significati nascosti si celano dietro ai personaggi e dietro alle loro scelte. Un regno dove tutto è possibile, ma che proprio per questo si può rivelare un'infida trappola. Dove alla fine sono solo due le cose importanti che ci possono salvare, chiunque noi siamo e decidiamo di essere: l'amicizia e l'amore. Il fatto che i due protagonisti della nostra storia siano due bambini rende tutto ancora più profondo e delicato, oserei dire puro.

Sono sempre più convinta, man mano che vado avanti a curare questo blog, che ci siano storie fondamentali, imprescindibili per ognuno di noi. La storia infinita è una di queste. Ricominciare a leggere romanzi per ragazzi ha dato nuova gioia e nuova luce alla mia visione delle cose. E' stata una boccata d'ossigeno. E' un periodo di grandi cambiamenti, dove tante cose della mia vita si stanno delineando come responsabilità, in parte anche come pesantezza. Tempo fa decisi di non permettere mai che la mia parte di bambina piena di curiosità e capace di emozionarsi profondamente scemasse e si perdesse lungo in percorso. Oggi sento di aver trovato come alleati queste storie, che risvegliano in noi parte sopite da tempo. Per cui questa è una storia che consiglio a tutti, un viaggio di Bastiano, ma che potrebbe essere di ognuno di noi. Per riscoprirsi adulti che non hanno dimenticato come essere bambini.