L'anima di Ilsie n° 33

Quanto conta l'esempio dei genitori?

Colgo l'occasione per fare una cosa che non ho mai fatto prima: un articolo di risposta. L'argomento è stato lanciato da Debora Libardi sul suo canale di Youtube, dove si è interrogata sull'influenza che i figli posso ricevere dai genitori lettori. Invito tutti coloro che vogliono discutere con noi di questo argomento a vedere il suo video e poi rispondere con la loro esperienza personale - magari taggando lei e me, se anche a Debora fa piacere. Sebbene io abbia accennato più di una volta all'influenza che i miei genitori hanno avuto sul mio essere una lettrice, penso sia il caso di scriverne in maniera più approfondita e di poter poi discutere con tutti voi sull'argomento. Entrambi i miei genitori sono lettori forti: mio padre adora la fantascienza, il fantasy, tutte le storie dove la creatività fa da padrona. Da giovane ha letto moltissimi libri e ha letto molti dei grandi classici di questi generi; mia madre, invece, è una lettrice di narrativa e di classici. I suoi autori preferiti sono Virginia Woolf e Lev Tolstoj, mi ha iniziata a Gabriel Garcìa Màrquez, Ian McEwan, Primo Levi, Alessandro Baricco e tanti altri. Per farvi capire, sono cresciuta in una casa a quattro piani in cui si poteva provare una libreria ad ogni livello della villetta, c'erano libri ovunque. E ancora oggi una casa che non ha libri in mostra mi mette un po' a disagio.


Quando ero piccola sia mia madre che mio padre erano soliti leggermi dei libri ad alta voce di sera, prima di andare a letto. Alcune storie mi appassionavano profondamente - come per esempio quella Sandokan - altre invece mi lasciavano più indifferente. Ricordo chiaramente che non riuscivo a stare dietro alla lettura di Il piccolo lord di Burnett, continuavo a distrarmi e capivo molto poco di quello che mi veniva narrato. Successivamente, quando ho imparato a leggere, ho iniziato a muovere i primi passi da sola - la storia di come ho iniziato a leggere da bambina la potete trovare ne L'anima di Ilsie n° 31 - anche se loro hanno sicuramente ricoperto un ruolo molto importante nella scelta delle storie che mi capivano tra le mani. Fu mio padre, per esempio, a farmi scoprire alcune delle saghe più importanti della mia infanzia. Mia madre tentò molto presto di invogliarmi a leggere i classici, ma non riuscì molto nell'impresa: quelli più eclatanti sono stati Ventimila leghe sotto i mari di Jules Verne, L'isola di Arturo di Elsa Morante, Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway, tutti letti tra la terza elementare e la prima media, tutti rimasti indigesti e odiati, ma che io mi ripropongo di riscoprire in futuro con gli occhi di una persona adulta. All'epoca l'unica cosa che mi allontanava da queste opere era la noia che la lettura mi suscitava, per il semplice motivo che non avevo ancora i mezzi per godermi appieno le trame, gli stili e i pregi dei classici. Per cui si può dire che l'infanzia e la primissima adolescenza sono stati anni in cui mio padre è stato il punto di riferimento per me nel campo della lettura.

Le cose sono cambiate appena sono approdata al liceo classico. Gli studi e l'età mi hanno permesso di maturare profondamente come lettrice, di affinare i miei gusti, di iniziare a sperimentare con nuovi autori e nuovi generi, grazie alla guida molto giudiziosa e saggia di una professoressa che ha saputo davvero aprirmi gli occhi e farmi rendere conto che amavo profondamente i grandi classici della letteratura. Una professoressa che ha saputo farci leggere David Grossman intervallato da Italo Svevo, McEwan con Schnitzler, Yourcenar con Helga Schneider, insomma, ci ha fatto conoscere molte storie diverse. E da qui mi sono anche avvicinata alla libreria di mia madre, mi sono lasciata guidare dai suoi suggerimenti e davanti ai miei occhi si è aperto un mondo che mi ha insegnato tanto e che mi ha fatto amare i libri ancora di più. Grazie a lei ho incontrato quelli che sono i libri fondamentali per la mia vita. Da allora con lei è nato un dialogo che ci ha portate a confrontarci per ore di fila sulle letture in comune, molto spesso leggevo un libro non appena l'aveva finito lei e ancora oggi nelle nostre discussioni ci infervoriamo e ci scambiamo consigli sulle letture fatte e da fare. Per fare un esempio, mentre io scrivevo la tesi di laurea su Primo Levi, lei era intenta nella lettura di Il sistema periodico e La chiave a stella, che sono sempre opere di Levi.

Sono grata ai miei genitori di avermi insegnato ad essere una lettrice che ama storie tanto diverse. Sicuramente se non fosse stato per il loro esempio e per il loro sprone oggi sarei una persona molto diversa. Allo stesso tempo anche la scuola ha avuto il suo ruolo nella mia maturazione, grazie ad insegnanti che mi hanno sempre assegnato letture molto stimolanti. Ora vorrei invitare tutti voi a dire la vostra qui sotto, con un commento oppure con un articolo di risposta. Ricordatevi di passare a vedere il video di Debora da cui tutto  partito, un grande abbraccio a tutti e buona festa della mamma - giusto a proposito.

Ilsie