13 giugno 2016

Perché leggere i classici

Jane Austen ovvero la storia della mia adolescenza

Un anno fa nasceva Perché leggere i classici, la rubrica che tratta e analizza un libro classico al mese e che ha dato la vera spinta d'inizio al blog, l'arrivo dei primi commenti e delle prime soddisfazioni. Un anno fa si parlava di Germinale di Emile Zola, delle lotte sociali e delle sofferenze dell'uomo. Poi ci siamo confrontati su Dickens, Hermann Hesse, Marguerite Yourcenar, Tolkien e tantissimi altri. Se volete curiosare, potete trovare come sempre l'elenco dei link nella pagina Perché leggere i classici del menù orizzontale in alto. In ogni caso, per celebrare questa ricorrenza che mi riempie di orgoglio, oggi voglio proporvi uno speciale su un'autrice che volevo trattare già dall'anno scorso, data l'importanza che ha avuto per me quando avevo circa 16-17 anni. Ora vi racconto la storia.

Ero al terzo anno di liceo quando io e alcune mie amiche decidemmo di fondare il classico club del libro e ben presto approdammo alle opere di Jane Austen. Decidemmo di leggere tutti e sei i suoi romanzi, uno al mese da maggio fino a ottobre e poi incontrarci per parlarne. Quello che voglio proporvi oggi è quindi una carrellata su tutti e sei i libri con una mini-recensione molto personale per ognuno di loro. Sono stata a lungo combattuta sull'ordine in cui organizzare questo speciale - anche perché non ricordavo più l'ordine in cui li avevo letti io all'epoca - per cui alla fine mi sono decisa per l'ordine di gradimento personale, da quello che ho apprezzato meno a quello che ho amato di più. Spero che questa idea vi piaccia e spero di incuriosire chi tra di voi non ha ancora letto per intero questa scrittrice di altri tempi. Una piccola premessa: le trame della Austen sono quasi tutte simili, hanno una struttura che si ripete libro dopo libro. Quindi non starò ogni volta a spiegarvi nei dettagli quello che succede. Di solito i due sono innamorati, ci mettono un po' per capirlo, c'è sempre di mezzo un qualche pretendente da una delle due parti che svia un po' le cose e semina fraintendimenti, ma alla fine i due protagonisti riescono a chiarirsi e convolano a nozze. Quello che veramente si distingue in ogni romanzo sono i caratteri dei personaggi e le combinazioni di questi. Jane Austen è una maga nel bilanciare i difetti e pregi delle coppie, nel creare sintonia e amore tra persone tanto varie. E su questo porrò più attenzione in questa recensione. Ora iniziamo, buona lettura!

  • Ragione e sentimento, ovvero la storia di Elinor e Marianne Dashwood alla ricerca dell'amore nonostante tutti gli inganni delle apparenze e i raggiri delle persone intorno a loro. Ebbene sì, metto questo romanzo al sesto posto come quello che meno mi è piaciuto per un solo semplice motivo: i personaggi. Nessuno dei personaggi di questa storia mi ha entusiasmata e coinvolta particolarmente - tranne, unica eccezione, il colonnello Brandon, che effettivamente mi è piaciuto molto. Per il resto sia Elinor che Marianne le ho trovate molto pesanti e con loro non sono riuscita a creare nessun tipo di sintonia. Per non parlare della controparte maschile, Edward, che è piuttosto pavido e spento. Non ho trovato i personaggi brillanti e intriganti che avevo apprezzato nei romanzi precedenti, quindi è il romanzo che meno ha fatto breccia nel mio cuore.

  • Mansfield Park si aggiudica il quinto posto per il semplice fatto che Fanny Price, la protagonista, mi piace leggermente di più rispetto ad Elinor e Marianne. Ricordo che l'avevo trovata con un po' più di spessore e con una rigidità morale che nel suo caso gioca come un pregio; in generale era abbastanza piacevole leggere delle sue vicende. E' forse il romanzo dove la vicenda sentimentale della protagonista è più in secondo piano, o meglio si sviluppa molto tardi nella storia, soltanto alla fine - per quanto accenni della possibile complicità tra Fanny ed Edmund siano lasciati intendere. La vera protagonista della storia è la condotta morale di Fanny, impeccabile davanti alla lascivia e al disonore del mondo che la circonda. Fanny è un pilastro di buon senso. E per quanto la sua storia non sia niente di particolarmente emozionante, ho apprezzato la sua figura e la sua forza.

  • L'abbazia di Northanger, al quarto posto troviamo il più insolito dei romanzi, il più diverso da tutti gli altri. Si tratta dell'ultima pubblicazione, postuma, dell'autrice e siamo davanti per la prima volta ad un romanzo con pesanti tratti gotici rispetti agli altri. La giovanissima Catherine è una protagonista molto diversa dalle altre, che si distinguono sempre per il contegno e l'orgoglio: piuttosto ignorante, a volte un po' fuori luogo, divoratrice di romanzi gotici e grande sognatrice. Catherine è fortemente suggestionabile. E finirà per vedere fantasmi e i personaggi delle storie che legge nel grande maniero dei Tinley dove si trova come ospite, Northanger Abbey appunto. Di questo libri ricordo che mi era piaciuto molto Henry Tilney, il giovanotto co-protagonista. Allegro, giovane, fresco, molto diverso da tutti gli altri uomini tutti d'un pezzo che si trovano nei romanzi della Austen. Era stata una piacevole novità. 

  • Persuasione, qui arriviamo alla top three e ai libri che veramente mi sono piaciuti molto e sotto tutti gli aspetti. La protagonista questa volta si chiama Anne, è dolce e timida, molto insicura. A tal punto che, nonostante sia fidanzata con l'uomo che ama, si fa convincere dalla famiglia a rompere il fidanzamento perché lui non è abbastanza altolocato per lei. La vicenda del romanzo si svolge qualche anno dopo quando lui, Frederick, ritorna nella vita e nella compagnia di persone di Anne ed è diventato ricco ed influente dopo una grandiosa carriera militare. Lui pieno di rancore per l'abbandono, lei timidissima e ancora molto innamorata di lui, apparentemente il riavvicinamento sembra impossibile. Ma le cose possono sempre cambiare. Ho adorato la delicatezza di Anne, la sua dolcezza e timidezza, l'ho trovata deliziosa. Anche l'universo di personaggi che ruotano intorno a lei sono variegati e divertenti. Persuasione è una piccola perla che consiglio a tutti. 

  • Orgoglio e pregiudizio, al secondo posto troviamo lui, il più conosciuto e il più amato dei romanzi di Jane Austen. Voglio chiarire che questo secondo posto è praticamente al pari del primo posto, ma ho dovuto fare una scelta e dopo ne leggerete i motivi. In ogni caso, la storia narra di Elizabeth Bennet, ragazza coraggiosa, forte, permalosa, protettiva e cocciuta, e della sua relazione - all'inizio disastrosa - con Fitzwilliam Darcy, il sogno segreto di ogni ragazza. Entrambi commettono uno sbaglio e devono pagarne le conseguenze. Ma il tutto è scritto in modo talmente delizioso che ti cattura in maniera irreversibile dalla prima all'ultima pagina. Ho amato Orgoglio e pregiudizio fin dal primo momento. Gli alti e i bassi della trama, i colpi di scena, la vera natura dei personaggi sono perfettamente bilanciati e tutto alla fine si conclude in perfetto equilibrio. Credo ci sia veramente poco altro da aggiungere su questo romanzo, se non che sono poche le storie che fanno innamorare tanto perdutamente.

  • Emma, e finalmente arriviamo in cima alla lista, al libro che più ho amato. So che molti criticano la protagonista e ammetto che in parte hanno ragione: Emma è altezzosa, superba, si considera superiore a tutti e crede di aver compreso tutto dalla vita. Chiunque lettore detesterebbe Emma se la storia non le impartisse un'amara lezione: Emma sbaglia - molto più di quanto fa Elizabeth - e da questo errore tutto crolla e lei si rende conto di quanto si sia comportata in modo arrogante e vuoto. Emma è umana, cade miseramente dal suo piedistallo e si deve rialzare da sola. Il secondo aspetto che ho adorato del romanzo, quasi più della protagonista, è la controparte maschile: George Knightley. Lui mi piace molto di più di Mr. Darcy - che, per carità, non ho mai disprezzato! Lui è gentile, garbato, saggio e quando serve rimprovera pesantemente Emma della sua superbia. E' meraviglioso, quando penso a lui e cerco di descriverlo mi va in panna il cervello e non capisco più niente. Fatemi un piacere, se non avete ancora letto Emma, rimediate il prima possibile. E poi venitemi a dire se non è l'uomo perfetto. Così io non devo più aggiungere niente e non vi anticipo oltre.
Sono finalmente arrivata in fondo a questo speciale celebrativo, io vi invito a scrivermi nei commenti quali romanzi avete letto, se siete in accordo o in disaccordo con quello che ho scritto e quale romanzo avete preferito tra tutti. Ringrazio tutti voi per avermi letto e per aver festeggiato con me questo anniversario, sperando continuate a leggere le recensione dei classici e a dirmi la vostra. Alla prossima, un abbraccio a tutti

Ilsie
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