L'anima di Ilsie n° 41

Cosa succede se non finisco un libro

Nella mia vita, è capitato che io abbia abbandonato a metà alcuni libri. Soprattutto durante il periodo degli ultimi anni delle superiori e dei primi anni di università, il mio modo di leggere era incostante, saltuario e tendente all'abbandono facile. Per me abbandonare era una sconfitta gravissima, un atteggiamento che avevo in generale nella mia vita. Il disagio era tanto perché ogni mia azione incompiuta creava sfiducia e sempre maggiore incostanza. Da cosa nasce oggi questa riflessione che vorrei condividere con voi? Nasce dal fatto che pochi giorni fa, dopo tanto tempo, ho scelto di rimettere nella libreria un volume senza finirlo, rimandando al futuro la scelta di leggerlo per intero. Si tratta di "Da un castello all'altro" di Louis-Ferdinand Céline. L'ho fatto sapendo che non avrei portato a termine la sfida di lettura che mi ero prefissato qui sul blog - vedi Letture e sfide 2016. Da un certo punto, può sembrare una sconfitta, è vero. Ma l'ho fatto con una grande serenità nel cuore e con l'idea chiara che in questo momento l'autobiografia dell'autore francese non fa per me. Ci ho dedicato una sera, quindi poco tempo ad essere sinceri. Ma più andavo avanti più chiaramente pensavo: non ce la posso fare. Ed è stato estremamente liberatorio realizzarlo e sentirlo. Non succede nulla se per il momento non finisco un libro. Anche perché le esperienze fatte dal 2015 ad oggi hanno cambiato il modo che ho di guardare alla lettura.

Negli ultimi due anni, infatti, grazie al blog ho avuto lo stimolo a riprendere in mano e a finire alcuni tra i libri mai conclusi che avevo in casa. Si sono tutte rivelate letture che mi sono piaciute tantissimo. Mi sono resa conto di quando a volte sia importante fare un piccolo sforzo iniziale: superare un incipit un po' difficile, non subito magnetico, per scoprire subito oltre una bella storia. L'incipit è davvero fondamentale in un libro, dovrebbe catturare fin da subito e invece a volte può spingere molti lettori ad abbandonare, senza dare un'occasione alla storia che segue. Inoltre, ho sperimentato l'importanza di leggere il libro giusto al momento giusto. E dire che di quasi tutti questi libri avevo fatto anche più tentativi di ingranare con la lettura, ma tutto invano fino a questo ultimo periodo. A volte siamo noi stessi che proprio non vogliamo leggere. E va bene anche questo; non sempre possiamo essere nella disposizione d'animo migliore per tutte le storie. Quest'anno ho letto 36 romanzi che avevo stabilito fin da gennaio, trovando a tutti un senso. Ma sono arrivata adesso a dicembre con l'intenzione di lasciare da parte gli ultimi quattro libri della mia TBR 2016, perché non mi sento ben disposta a leggerli. Non sento più l'abbandono di un libro come un fallimento; allo stesso modo preferisco rimandare per cercare un momento più adatto per riprenderli in mano. A prescindere da tutto, ne avrò un'opinione più fondata solo riprovandoci e cercando di arrivare fino in fondo, ma quel momento non è ora.

Di praticamente tutti i libri che ho ricominciato a leggere grazie al blog, trovate la recensione online. Sarei molto contenta se quelli di voi che si siano persi questi articoli, li andassero a leggere e mi dicessero cosa ne pensano. Lì potete trovare maggiori informazioni sulla mia esperienza di lettura. Si tratta di:
  • Ubik di Philip K. Dick: Recensione di Giugno 2015, dopo un paio di tentativi fallimentari, mi è piaciuto davvero tanto;
  • Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar: Classico di Settembre 2015, anche di questo l'inizio di annoiava da morire, ma alla terza volta che l'ho iniziato, mi ha conquistata ed emozionata molto;
  • Il seggio vacante di J. K. Rowling: Recensione di Aprile 2016, anche quando una storia piace fin da subito, come in questo caso, può essere stupidamente abbandonata. Quest'anno l'ho finalmente reuperato;
  • Il viaggio dell'assassino di Robin Hobb: Recensione di Luglio 2016 per il primo volume di questa saga fantasy, della quale avevo accantonato il terzo. Si è rivelata la mia trilogia fantasy preferita!
  • Memorie di una geisha di Arthur Golden: Classico di Ottobre 2016, anche questo è stato un bello scoglio da superare che mi ha fatto stare bene. Non capivo come facessi a non continuare un romanzo tanto scorrevole.
Ho altri libri a casa, che ho lasciato a metà - principalmente per noia, per mancanza di immedesimazione e coinvolgimento - e che ancora non ho ancora ripreso. Forse il 2017 sarà l'anno in cui riuscirò a farmi catturare dalla storia, chi lo sa. Oppure, anche se li porterò a termine, magari saranno libri che non mi piaceranno mai. Si tratta di Le cinque stirpi di Markus Heitz, Il trono e la stirpe di Jacqueline Carey, Ivanhoe di Walter Scott, La versione di Barney di Mordecai Richler, Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes. Dopo tutte queste esperienze mi sento più consapevole e più libera. Non mi giudico più in base al mio finire o meno i libri. Voglio che la lettura sia un piacere, sempre. Altrimenti non ha proprio senso. E voi? Lasciate a metà i libri? Li finite sempre? Fatemi sapere come gestite le vostre letture e cosa ne pensate delle recensioni che vi ho postato. Grazie a tutti voi per essere passati, un abbraccio.