L'anima di Ilsie n°17

La letteratura che non riesco ad apprezzare

Prima di iniziare con il tema dell'articolo devo fare una comunicazione di servizio: ho finalmente iniziato le letture autunnali e invernali, perché ho concluso tesi, esami e trasloco. Per ora ho deciso di cominciare da Norwegian wood di Murakami, anche se avevo detto che avrei iniziato da Vedi alla voce: amore di Grossman. Questo per un semplice motivo: ho appena finito di scrivere una tesi di laurea su Primo Levi e la memoria dell'Olocausto, per cui ho bisogno un attimo di una pausa riguardo a questo tema. Appena mi sarò un po' "ripulita" potrò affrontare anche Grossman e Céline con più serenità.

Ma arriviamo al nocciolo di questo post: ho paura delle reazioni che potrò scatenare, ma ho un bisogno quasi fisico di parlarne, perché nella mia vita ci sono stati anche libri che non mi sono piaciuti ed è giusto citare anche questi. Cercherò di motivare nel modo migliore possibile il perché di ciò, in ogni caso, se non sarete d'accordo con me su qualcosa sarò ben felice di saperlo qui sotto nei commenti e instaurare dialoghi con voi. Allo stesso modo, se siete d'accordo con me, fatemelo sapere! Ma iniziamo con la mia lista:
  • Le Cronache di Narnia di C.S. Lewis: era il lontano 2005 e allora lessi tutti e sette i libri, sappiatelo. Tutti. Le mie conclusioni sono le seguenti: alcuni sono mortalmente lenti e di una noia mortale, in cui i fatti accaduti in relazione alle pagine del libro sono davvero pochi. Altri invece sono più avventurosi, più pieni e gradevoli (quelli dai quali infatti hanno tratto i film usciti tra il 2005 e il 2010). Ma ciò che però me li rendeva abbastanza insopportabili erano le continue allusioni bibliche di cui la saga era tappezzata. E per allusioni intendo che la struttura stessa de Le Cronache di Narnia ricalca quella della Bibbia, inizia con la Genesi e finisce con l'Apocalisse. Ebbene sì. E vi prego, se anche voi l'avete letto, ditemi che avete capito di è in realtà Aslan. Per favore, io avevo tredici anni, non posso aver fatto solo io due più due: se lo avete capito anche voi scrivetemelo sotto nei commenti! Ma comunque, ricordo che alla fine chiusi il mattone che avevo appena terminato di leggere e mi venne voglia di scagliarlo via. Se avessi avuto tutta questa voglia di leggermi la Bibbia, mi sarei letta direttamente la Bibbia e basta.
  • Licia Troisi: non sto neanche a parlarvi di un suo libro, non ce la posso fare. Di suo ho letto tutti e tre i libri de Le Cronache del Mondo Emerso e i primi due de Le guerre del Mondo Emerso, per un totale di cinque libri. L'ho conosciuta subito come esordiente nel 2004 e all'inizio l'avevo amata. Ma andando avanti mi sono resa conto che era una letteratura vuota. Assurdi i finali, pieni di dolore, senza nessun tipo di messaggio, senza niente a parte la messinscena spettacolare giusto per. Di per sé, lei non scrive neanche male perché ha uno stile particolarmente fluido, ma i suoi personaggi sono tutti uguali e anche le sue trame sono diventate banali. La mia sensazione assolutamente personale è che non le interessa affatto se i suoi lettori seguono con trepidazione le sue storie, si immedesimano nei personaggi e poi li lascia nel dolore, con cose non spiegate o comunque non risolte. Per me la letteratura che ci propina Licia Troisi è sterile e inutile, quasi al limite del diseducativo.
  • Peggy Sue e gli invisibili di Serge Brussolo: altro libro letto nel 2004, di questa saga ho letto soltanto il primo, Peggy Sue e gli invisibili - il giorno del cane blu. Su questo non riesco a spiegarmi bene, ma all'epoca mi sembrò di leggere qualcosa di sbagliato. Tutta la trama m'inquietava, stavo male. Ho finito il libro solo per scrupolo personale, ma mi sono ben vista dal leggere altro di questo autore.
  • Gli eroi del crepuscolo di Chiara Strazzulla: aiuto. Forse di questo voglio parlare più approfonditamente altrove... Forse è giunto il tempo della mia prima stroncatura. Facciamo che rimando il mio commento alla Recensione di Novembre, che scriverò su questo libro e nel quale vi spiegherò come mai mi è insopportabile.

  • Oltre a ciò, ci sono molte altre cose che non apprezzo: quando le persone per esempio non distinguono i generi letterari. So che dopo questa frase sembrerò una precisina insopportabile, ma detesto quando sento dire che un libro con i vampiri è fantasy, oppure nelle librerie è tutto esposto insieme senza un minimo di ordine. Per me distinguere i generi è importante per orientarmi. Sarà che sono particolare. Se mi venite a dire che Hunger Games è fantasy, mi girano un po' le scatole. Basta informarsi un po', cavolo.
  • Altre cose nella mia vita invece, mi hanno fatto sospendere il giudizio: ho letto da poco L'invenzione della solitudine di Paul Auster e proprio mi è rimasto indigesto. Qui ammetto che forse sono io che non sono una lettrice abbastanza matura da comprenderlo e sicuramente leggerò qualcos'altro di questo autore. Lo stesso discorso vale per Nabokov, di cui ho letto Invito ad una decapitazione: anche di lui voglio leggere altro, tipo Lolita. Poi come avevo già parlato nella Recensione di Aprile, l'autrice americana Elizabeth Strout a me no ha trasmesso nulla, a differenza di molti altri lettori a cui è piaciuta molto. Vedrò anche qui di procurarmi qualcosa per cercare di rivalutarla e dare maggiore fondamento alla mia opinione.

Bene, questo è quanto, spero che non mi abbiate troppo in odio adesso, questa è semplicemente la mia personalissima opinione. Se voi la pensate diversamente lasciate qui sotto un commento. Noi ci rivediamo il 1° Novembre con la recensione de Gli eroi del crepuscolo di Chiara Strazzulla, un abbraccio a tutti


llsie.