Recensione di Ottobre

Intanto mi scuso per il ritardo nella pubblicazione di questa recensione: il 30 settembre ho avuto un esame universitario immenso, l'1 sono tornata a casa dal mio compagno e sono morta sul divano fino al momento di andare a letto. Alla fine ce l'ho fatta. Un'altra cosa prima di iniziare con l'attesissima Recensione di Ottobre, devo rendere pubblici qui i risultati del primo sondaggio apparso sul mio blog. Grazie di cuore a tutti per aver partecipato, mi avete resa felice ad ogni voto espresso. Questo è stato il risultato finale:
  • Il dardo e la rosa di Jacqueline Carey = 0 voti;
  • Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams = 5 voti;
  • L'eleganza del riccio di Muriel Barbery = 3 voti;
  • Espiazione di Ian McEwan = 1 voto;
  • Caino di Jose Saramago = 3 voti;
  • Quella sera dorata di Peter Cameron = 0 voti.
Questo è quanto. Non so quando proporrò di nuovo un sondaggio e non so su che argomento, ma in ogni caso mi sono talmente divertita a seguire i voti che crescevano che sicuramente interpellerò di nuovo la vostra volontà in futuro. Ma ora bando alle ciance ed iniziamo.

Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams, ovvero non riesco più a leggere dal ridere

(The Hitchhiker's Guide to the Galaxy)

Ho comprato questo libro nell'estate del 2012, molto di getto e molto per curiosità. Era una serie di cui avevo sentito parlare parecchio, soprattutto in famiglia, per cui ho deciso di comprarmi il primo volume e di lanciarmi nella lettura. Guida galattica per gli autostoppisti esce per la prima volta in Inghilterra nel 1979 ed è il primo capitolo di una "trilogia in cinque parti" scritta da Douglas Adams. Il genere è quello della fantascienza umoristica e Adams inizia questa saga nel 1978 come commedia radiofonica sulla BBC. Successivamente scriverà e pubblicherà i cinque libri.

Guida galattica per gli autostoppisti inizia con l'introduzione più geniale che io abbia mai letto: gli uomini sono tremendamente infelici per il tipo di società che hanno creato, ma tutta questa infelicità viene spazzata via dalla distruzione totale del Pianeta Terra. Gli unici due sopravvissuti sono un terrestre, Arthur, e Ford, un alieno che viene da un piccolo pianeta vicino a Betelgeuse rimasto bloccato sulla Terra per quindici anni. Da allora iniziano le loro folli avventure nello spazio, in compagnia del libro che dà il titolo alla storia e che darà loro utili indicazioni per sopravvivere nelle situazioni peggiori. La prima cosa da dire riguardo a questo libro è questa: fa morire dal ridere. C'erano momenti talmente esilaranti da avere le lacrime agli occhi. A partire dai protagonisti, tutti assurdi e particolari, fino alle idee di cui è farcito il racconto, come per esempio che la tortura peggiore dell'universo sia sentire una letture di poesie di un alieno Vogon, passando da dialoghi matti da legame e che mi hanno piegata in due. 

Questo libro è stato fatto da chi per la scrittura ha un talento. So che può sembrare un'osservazione banale e un po' anacronistica visto che questa serie è famosa da ben prima che io nascessi, ma per me è importante sottolineare che una delle cose che trovo più difficili da fare in letteratura è far ridere davvero di cuore. Penso questo perché io per prima, con i romanzi che ho scritto, trovavo che lo step più ostico fosse creare scene comiche che funzionasse davvero e non suonasse poi patetiche all'orecchio del lettore. Il libro si divora e si gusta dalla prima all'ultima pagina, tra pensieri come "questo è un genio" oppure "questo è un folle". Per ora della saga ho letto solo questo capitolo, ma non vedo l'ora di buttarmi sugli altri quattro e vedere come continua la storia di Arthur, Ford, Zaphod e Trillian. E' un libro che insegna che l'uomo non è al centro dell'universo - e non sto parlando di posizione nella galassia, ovviamente. Ma che in fondo neanche sulla Terra eravamo al centro, visto che i delfini e i topi avevano già capito che la catastrofe era imminente e hanno lasciato il pianeta grazie alle loro navicelle spaziali. Insegna che tutto può succede, soprattutto se hai rubato un'astronave a Propulsione d'Improbabilità Infinita; che farsi trapiantare una seconda testa potrebbe essere una buona idea, ma anche che è sempre utile portarsi il proprio asciugamano se si fanno gli autostoppisti nello spazio. Insomma, dà un sacco di consigli utili e pratici che potrebbero anche servirci nel futuro. Sai te.

Questa è la mia recensione di  Guida galattici per gli autostoppisti, spero che vi piaccia e decidiate di leggere questo libro. Fatemi sapere qui sotto cosa ne pensate, se lo conoscevate già oppure no. Noi ci vediamo prestissimo che la prossima Anima di Ilsie, che sarà abbastanza provocatorio... vedremo come la prendere. Grazie di essere passati, usate i bottoni reazione qui sotto (noioso-interessante) e se volete iscrivetevi al blog! Un abbraccio a tutti, Ilsie.