L'anima di Ilsie n° 32

Le letture del 2016 di cui non vi ho parlato

Siamo arrivati ad un terzo dell'anno, e al contempo anche a un terzo del mio obiettivo di lettura per il 2016. Sta andando molto meglio di quando mi aspettassi, sto leggendo in modo costante e anche abbastanza velocemente. Soprattutto sono felice delle mie letture in generale e del fatto che questa organizzazione - che può sembrare molto serrata e un po' innaturale - in realtà mi ha permesso di darmi un ordine e avere costantemente voglia di leggere. Posso dire di aver trovato il sistema giusto per me in questo momento. Visto che ho organizzato il blog in modo tale da fare due recensioni al mese - escludendo i post per la casa editrice Epika - non riesco a farvi vedere tutto quello che leggo e a commentarlo qui con voi. Per cui ho pensato che ogni quattro mesi potrei fare un breve riepilogo delle letture che sono rimaste fuori dai post programmati, così che tutte le opinioni sulle mie letture siano accessibili per voi. Il prossimo post di questo tipo quindi sarà ad agosto e l'ultimo a dicembre, come ultimo articolo dell'anno. Spero che questa idea vi piaccia e che vi interessi sapere cosa ne penso delle letture che ho svolto fino ad adesso. Un'ultima piccola precisazione: non si tratta di recensioni vere e proprie perché voglio tenermi la possibilità in futuro di poter dedicare a questi libri una recensione completa. Per il momento vi lascio soltanto la trama e la mia semplice opinione - se il libro mi è piaciuto oppure no. In ogni caso, se vi interessa che io approfondisca un libro in particolare non dovete fare altro che chiedere.
  • Caduta libera di Nicolai Lilin: 
La guerra cecena come specchio di ogni guerra contemporanea. Questo è il racconto di chi l'ha combattuta facendo il cecchino in un gruppo d'assalto. Un libro che ti appare, prima, spietato e terribile, poi semplicemente vero. Perché ti mostra come l'uomo possa essere condotto oltre l'uomo, in un inferno molto terreno dove non esistono né il bene né il male.
Questo è il seguito di Educazione siberiana, il secondo capitolo della vita di Nicolai Lilin. Mi è piaciuto quasi di più del primo: la tematica della guerra in Cecenia mi ha coinvolta molto e per come è costruito il libro funziona benissimo. La narrazione ha anche molta più continuità e filo logico rispetto al primo capitolo della trilogia. Lo consiglio assolutamente per dare un senso a tutta la saga.
  • Il respiro del buio di Nicolai Lilin: 
Lasciarsi il passato alle spalle e ricominciare: è il pensiero fisso con cui, dopo due anni di guerra, il protagonista di questa storia sale sul treno per tornare a casa. Ma basta poco per rendersi conto che guerra e pace sono termini intercambiabili, e che non esiste nessun confine - geografico, cronologico o interiore - oltre il quale si è salvi: puoi vivere ancora mille vite, ma se sei stato un soldato sarai per sempre un reduce. Con la sua scrittura ruvida e diretta, e un talento istintivo nel raccontare, Nicolai Lilin ci consegna un romanzo di «formazione estrema», la cronaca di un percorso emotivo di drammatica intensità.
Al contrario, il terzo capitolo mi ha entusiasmato di meno. Mi è piaciuta molto la parte del rientro dopo la guerra, fino al viaggio in Siberia. Quando invece Nicolai inizia a lavorare per i servizi segreti mi sono un po' annoiata. Forse ero solo stanca dopo seicento pagine della stessa storia. Forse semplicemente mi è sembrata la parte più irreale e buttata lì. Diciamo che l'ho apprezzata fino ad un certo punto.
  • I ragazzi di anansi di Neil Gaiman:
Quando il papà di "Ciccio Charlie" dava un nomignolo a qualcosa, quel nomignolo rimaneva. Come quando chiamò Ciccio Charlie "Ciccio Charlie", appunto. Anche adesso, vent'anni dopo Charlie Nancy non riesce a liberarsi di questo fastidioso appellativo, uno dei tanti imbarazzanti "doni" che il padre gli ha fatto prima di cadere stecchito su un palco di karaoke, segnando così l'inizio del disfacimento della vita del povero Ciccio. Mr. Nancy ha lasciato a Ciccio Charlie delle "eredità", come l'estraneo alto e di bell'aspetto che compare alla porta di Charlie e che si scopre essere il fratello che lui non ha mai conosciuto. Un fratello completamente diverso da Charlie che gli insegnerà a lasciarsi andare e a divertirsi, proprio come faceva il caro papà.
Bellissimo, divertente, profondo, questo libro si piazza come una delle letture più belle dell'anno. Dopo aver adorato Nessun dove è stato un vero piacere continuare il viaggio nelle opere di questo autore. Spero in futuro di poter fare una recensione più approfondita di questo libro, perché merita davvero. E' perfetto, non c'è altro da dire.

  • Coral glynn di Peter Cameron: 
Ci sono libri, rari e sfuggenti, che all'universo parallelo della letteratura arrivano in un modo diverso, curvando lo spazio tempo della narrazione per portarci in una scena che, al di fuori delle loro pagine, sembra non voler esistere. Ad esempio in una grande villa nella campagna inglese alla fine della seconda guerra mondiale, dove Coral, che al mondo non ha più nulla e nessuno, arriva per assistere nei suoi ultimi giorni la padrona di casa, e poi aiutare il figlio di lei, il maggiore Clement Hart, a guarire dalle ferite che il conflitto gli ha lasciato. In quelle stanze buie, gelide e spettrali come la campagna che le circonda, Coral e Clement arrivano in brevi momenti, con le parole, quasi a toccarsi. Ma ogni volta, dalla caligine che si insinua ovunque, qualcosa, un anello rubato, un inquietante gioco infantile, un misterioso profumo di fiori si materializza, costringendo il desiderio e il bisogno a prendere una forma meno categorica dell'amore. È l'inizio di un viaggio lieve, doloroso e imprevedibile, difficile da raccontare e impossibile da dimenticare. Che Peter Cameron ci invita a intraprendere con una sola promessa, quella di guidarci, per minuscoli slittamenti delle emozioni, a un finale che non ci aspetteremmo e di farci sentire improvvisamente molto vicini "al cuore dorato e incandescente dell'universo".
Mi sono messa in testa di recuperare tutti i libri di Peter Cameron pubblicati in Italia. Purtroppo devo dire che questo primo recupero mi ha lasciata poco convinta: storia di sofferenza, storia che ha uno sviluppo un po' strano e una conclusione che non ho capito appieno. Non mi è piaciuto come Un giorno questo dolore ti sarà utile oppure Quella sera dorata. Continuerò a leggere anche gli altri, ormai me ne mancano due da leggere, ma di sicuro questa lettura è stata deludente. 
  • Ristorante al termine dell'universo di Douglas Adams:
Una gigantesca autostrada cosmica sta per essere costruita nei pressi del sistema solare. Un'uscita secondaria è prevista nei pressi di un piccolo pianeta azzurro-verde, abitato da primitive forme di vita intelligenti, discendenti dalle scimmie. Un pianeta vecchio e inutile, insomma, che va rimosso. Viene a saperlo Ford Prefect, un alieno in incognito sulla Terra. Che fare? Abbandonare al più presto il pianeta in demolizione alla ricerca di lidi più sicuri. E così, in compagnia dell'amico umano Arthur Dent, dell'ex presidente della galassia Zaphod Beeblebrox, del lunatico androide Marvin e della sensuale profuga Trillian, Ford inizia le sue peregrinazioni attraverso l'universo.
Secondo capitolo della "trilogia in cinque parti" di Douglas Adams, il seguito di Guida galattica per autostoppisti. Alcune parti di questo libro le ho trovate esilaranti come nel primo capitolo, altre invece mi sono sembrate un po' diluite per allungare il brodo - passatemi l'espressione molto terrena. In ogni caso mi è piaciuto, Adams fa sempre ridere di cuore e continuerò a leggere il seguito dato che ho l'obiettivo di finire la saga entro l'anno. 

Cari lettori, queste sono state le mie letture del 2016 finora. Per qualsiasi domanda o desiderio di approfondimento non esitate a lasciarmi un commento qui sotto. Fatemi sapere cosa ne pensate e soprattutto come stanno andando le vostre letture dell'anno. Siete soddisfatti? Intanto un abbraccio a tutti

Ilsie